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Campo Antimperialista
Il Costa Rica diventa una zona franca per aggredire il Venezuela PDF Stampa
Costa Rica
Scritto da Níkolas Stolpkin   
Venerdì 16 Luglio 2010 13:47

13mila marines statunitensi autorizzati ad entrare in Costa Rica 

Il Costa Rica si predispone a diventare base dell’impero nordamericano allo scopo di aggredire militarmente la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Quale altro obiettivo potrebbe esistere partendo dal Costarica?
Dopo la vergognosa approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa costarichegna (il 1 luglio 2010 con 31 voti a favore e 8 contrari), sarà consentito l’ingresso di circa 13 mila marines statunitensi con 46 navi d’appoggio, una portaerei e 200 elicotteri, il tutto giustificato per combattere il narcotraffico. Ciò lascia intravedere la prospettiva delle future aggressioni nella regione.

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Dittatura comunista o nuova democrazia? PDF Stampa
Nepal
Scritto da Moreno Pasquinelli   
Giovedì 15 Luglio 2010 17:43

Discutendo coi maoisti nepalesi

 

«Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia».

William Shakespeare, da “Amleto”

 

Si dicono un sacco si sciocchezze sul Nepal, anche da parte di chi, non fosse che per la conclamata affinità ideologica col partito maoista di quel paese, sarebbe invece titolato a capirne senso strategico e relative mosse tattiche. Qui in Italia, ad esempio, con imperdonabile faciloneria, alcuni compagni sono passati dalle grida di osanna per il “finale assalto insurrezionale” dei primi giorni di maggio, all’enfasi con cui, (fine maggio) veniva comunicato che il partito maoista era “entrato nuovamente a far parte del governo di coalizione”. Due notizie false, due stampelle del medesimo pressappochismo. Se infatti fosse stato vero che lo sciopero a oltranza proclamato dall’ UCPN (maoista) era il finale assalto rivoluzionario allo “stato borghese”, l’ingresso a pochi giorni di distanza in un governo di coalizione coi “partiti feudali e borghesi” era, o un “tradimento politico” oppure la prova che l’assalto era fallito.
Né l’una né l’altra.

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Chi è James Mattis PDF Stampa
USA
Scritto da Rivoluzione Democratica   
Mercoledì 14 Luglio 2010 11:22

Obama sceglie «il macellaio di Falluja» alla testa delle forze armate imperiali

«L'uomo che il presidente americano ha scelto al posto di Petraeus per guidare il CentCom, il Comando Centrale delle Forze armate americane a Tampa, in Florida piace a tutti, a sinistra e a destra, ai politici e ai militari, ad analisti e commentatori. Si chiama James Mattis.»

[Il Sole24Ore, 10 luglio]


Nell'aprile del 2004, ad un anno dall'invasione, in Iraq la Resistenza infliggeva colpi pesanti agli eserciti occupanti. Interi quartieri di Baghdad, come molte zone della provincia di al-Anbar erano in mano agli insorti. L'epicentro della guerriglia era la città liberata di Falluja, pochi chilometri ad ovest della capitale.
Fu proprio nell'aprile che i comandi americani decisero si sferrare un'offensiva per occupare la città. Essa fallì miseramente. La Resistenza respinse gli attaccanti, infliggendo loro notevoli perdite. Falluja diventò il simbolo della guerra di liberazione, della sua avanzata della sua forza.

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Le riflessioni del compagno Fidel sui rischi dell'attacco contro l'Iran PDF Stampa
Iran
Scritto da Fidel Castro Ruz   
Mercoledì 14 Luglio 2010 10:59

Anche Fidel Castro prevede tempesta.

Lo si evince chiaramente da questo suo scritto del 7 luglio, in cui alterna curiosamente le riflessioni sulla crisi iraniana ad alcune annotazioni sui mondiali di calcio.


Ho promesso che sarei l'uomo "più felice del mondo se mi sbagliassi" e disgraziatamente la mia felicità durerebbe molto poco.
Non si è ancora conclusa la Coppa del Mondo di Calcio. Mancano ancora sei giorni alla finale.
Che straordinaria opportunità si perderanno quindi l'impero yankee e lo Stato fascista d'Israele per mantenere appartate le menti della stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta dai loro problemi fondamentali!

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La minaccia iraniana, o la minaccia americana? PDF Stampa
Iran
Scritto da Noam Chomsky   
Martedì 13 Luglio 2010 05:57

Obama sulle orme di Bush

Ancora un articolo sulla crisi iraniana, dopo il punto di svolta rappresentato dall'approvazione delle sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Oggi è la volta di Noam Chomsky.
Intanto, nelle ultime ore, dobbiamo segnalare due dichiarazioni piuttosto significative. La prima è del presidente russo Medvedev, che confermando che il voto al Palazzo di  Vetro non è stato certo un episodio, si è accodato alla propaganda americana con la seguente affermazione: «L’Iran si sta avvicinando a possedere il potenziale, che di principio, potrebbe essere usato per creare armi nucleari». La seconda viene dall'ex premier della Malaysia, Mahatir Mohammad: «Il mondo è invitato a credere ancora una volta la bugia che l’esistenza di Israele è minacciata da un Iran armato di nucleare». Ed ancora: «la domanda ormai non è più se ci sarà o meno un attacco degli Usa all’Iran ma piuttosto quando e come ci sarà».

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Con questi tagli si torna agli anni Trenta PDF Stampa
Visioni del Mondo
Scritto da Vladimiro Giacché   
Lunedì 12 Luglio 2010 15:42

Nell’estate del 2009 il recupero degli indici borsistici iniziato a marzo sembrava ormai consolidato e l’intera finanza internazionale poteva tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Autori di questo miracolo, che aveva impedito al mondo di precipitare in una seconda Grande Depressione, erano, a giudizio di tutti, gli Stati e le banche centrali.
Con interventi di entità senza precedenti, a cominciare da massicce nazionalizzazioni di banche e assicurazioni. Questo neo-interventismo statale fu in parte frainteso come “keynesiano” (mentre non si trattava di investimenti pubblici per rilanciare la domanda aggregata, ma di semplice socializzazione delle perdite), e diede luogo anche a polemiche sui rischi di un ritorno in grande stile dell’intervento pubblico nell’economia.

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FPLP: “L’allentamento” dell’assedio su Gaza è una nuova manovra dell’occupante PDF Stampa
Terra di Palestina
Scritto da Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina   
Domenica 11 Luglio 2010 17:55

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha respinto il 6 luglio scorso l’ultima manovra delle autorità d’occupazione, il "nuovo elenco" di materiali cui è proibito l’ingresso nella Striscia di Gaza. Il Fronte in un comunicato ha fatto notare che ad oltre 3.000 articoli necessari al soddisfacimento dei bisogni vitali primari, e relativi a prodotti farmaceutici, agricoli e industriali, viene negato l'ingresso dall’assedio imposto dagli occupanti, con l’aiuto e la complicità della cosiddetta "comunità internazionale". Il Fronte ha osservato che questa è soltanto una nuova manovra per proseguire nella punizione collettiva di un milione e mezzo di palestinesi e fornire una copertura all'assedio in corso.

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