Riflessioni
Hezbollah
Appelli
Eventi
Articoli visualizzati : 307873
Visite ultimi 30 giorni : 7561
| Cristo si è fermato a ...Rosarno |
|
|
| TERZO FRONTE - Italia |
| Scritto da Moreno Pasquinelli |
| Venerdì 08 Gennaio 2010 20:44 |
|
... contro-incazzati bianchi
Smettiamola di fare gli scongiuri contro l'intolleranza e il fascismo. Smettiamola per favore di parlare di razzismo! E smettiamola di usare il paravento della 'ndrangheta. Qui siamo in presenza di un fenomeno terribile quanto completamente nuovo, che obbliga a riadeguare analisi sociale, paradigmi interpretativi, nonché il nostro stesso vocabolario sociale e politico. I giovani (bianchi) che a intermittenza aggredivano i braccianti (neri), quelli che strutturati per bande, sin da ieri notte hanno tentato di rispondere alla legittima rivolta (gli è stato impedito dalla polizia), gli stessi che da stamattina hanno ripreso il controllo della cittadina, bloccando la statale e occupando il comune, non sono degli "sgherri fascisti", non sono aguzzini al servizio del capitale e degli agrari locali, né scagnozzi manovrati dalla questura. Né sono giannizzeri aizzati dalla 'ndrangheta, che ha invece interesse, proprio come la morigerata borghesia padana, alla pace sociale e al buon rendimento dei suoi soldi "sporchi" riciclati nell'agricoltura (non confondete la 'ndrangheta con quell'accozzaglia che va sotto il nome di "camorra", o i fatti in corso a Rosarno con l'eccidio di Castel Volturno). Chi vuole consolarsi con queste categorie faccia pure, ma non tirerà un ragno fuori dal buco. La stessa accusa di razzismo è ormai niente di più che una floscia convenzione semantica. Qui non siamo più in presenza del classico clichè per cui dei bianchi "per bene", più o meno in alto sulla scala sociale, guardano dall'alto verso il basso l'immigrato e ne chiedono la ghettizzazione. Qui l'odio xenofobo per il colore della pelle si accoppia col disprezzo più viscerale verso i proletari immigrati, ovvero i deportati dall'imperialismo. Un'odio raddoppiato, esplosivo, carico di violenza. Qui si esprime la rabbia dei bianchi morti di fame, la barbarie purulenta e morbosa dei parvenu falliti, di una generazione che sognava di essere fuoriuscita dal proletariato e che si ritrova invece emarginata, spappolata, senza futuro. Ma questo alibi non è sufficiente ad assolvere la marmaglia bianca. Prendersela con chi, oltre che più povero, vive in condizioni spaventose e, lontano dai suoi affetti e dalla sua terra natia, si guadagna il pane col sudore della fronte, merita non solo il più deciso diprezzo, merita un sacco di legnate. Poiché le legnate, contrariamente a quanto pensano certi pacifisti, hanno (e come!) un indiscutibile valore pedagogico. Nessuna rivoluzione in questo paese sarà possibile senza domare e contrastare le pulsioni di morte, senza ricordare ai proletari bianchi chi essi fossero e da dove vengono, senza un risveglio delle coscienze, che non avverrà coi libri o con gli appelli, ma nel fuoco di uno scontro sociale furibondo. E la sinistra e i cristiani decidano, se vogliono stare con gli schiavi in rivolta, o se, paolinamente, vogliono legittimare lo schiavismo, il rispetto di Cesare, e inculcare l'obbligo della sottomissione al padrone e alle sue leggi.
E' dalla parte dei braccianti neri che occorre stare, senza se e senza ma. Essi si sono autorganizzati per dare una lezione a gente che è stata silente davanti alle aggressioni subite, a gente che li emargina e li calpesta come esseri umani, che li tratta come cani randagi. Bene hanno fatto a ribellarsi, dimostrando che se essi sono esseri umani gli altri sono solo dei maiali. Sono dalla loro parte la giustizia, la dignità e pure il diritto. La loro rivolta ha quindi un significato enorme. Chi non ha venduto l'anima al diavolo ha capito, ha capito che se si ribellano gli ultimi, i più deboli e indifesi, allora insorgere contro l'oppressione non solo è sacrosanto ma anche possibile. Una loro sconfitta, una loro umiliazione, il loro isolamento come appestati, avrebbe un significato altrettanto nefasto: che non si riuscirebbe a scalfire il putrido blocco sociale che va da Berlusconi fino all'ultimo morto di fame che sogna di diventare come lui, passando per quello sterminato e smidollato ceto medio abbarbicato ai suoi comfort miserabili come un cane al suo osso rinsecchito. Ci volevano uomini della Sierra Leone, del Ghana o della Nigeria a ricordarci che questa società è uno schifo, che il sistema è fradicio, che il capitalismo è criminogeno, che le istituzioni sono allo sbando e che la legge è pur sempre quella del più forte. Ci volevano loro a ricordarci che esistono la schiavitù malamente salariata e la lotta di classe.
|





Dalla parte della rivolta dei braccianti neri senza se e senza ma