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L'acqua del Nilo e il sionismo

A seguire alcune riflessioni, pubblicate lo scorso 22 settembre su Palestinethiktank, su una recente visita del ministro degli esteri israeliano in Africa che la dicono lunga  sulla strategia espansionistica del sionismo.

 

L’acqua del Nilo……….Quando, dopo il gas, anche l’acqua andrà allo stato sionista?
Questa è una dichiarazione di guerra.

di Ali Hattar *

Quanto sta avvenendo riguardo all’acqua del Nilo non è un semplice problema….Senza esagerare…Ciò è importante quanto la guerra stessa….

Lieberman, il ministro degli esteri della furiosa entità sionista, sta svolgendo un giro nei paesi africani che sono legati al Nilo….. e prima che il tempo passi, e prima che coloro che si occupano di noi prendano l’iniziativa di chiedere la pace ai sionisti, essi devono leggere attentamente cosa sta succedendo.

Tutte le forze nazionaliste arabe devono leggere cosa sta avvenendo…Perché ciò riguarda la resistenza….. Questo è il punto di partenza per controllare l’intera regione e le sue risorse…Questa è una guerra dell’acqua…. Sappiamo quale è il motto dello “stato degli ebrei”…. Dal Nilo all’Eufrate….o dall’Eufrate al Nilo…Il grande fiume dell’Egitto, come ha detto la Bibbia…..Il motto significa acqua…acqua…E oggi anche gas e petrolio.

L’acqua è una necessita basilare, dopo quelle politiche e militari, per la sopravvivenza dello “stato degli ebrei”…..ciò è evidente a tutti……i sionisti vogliono l’acqua, anche se la devono rubare come rubarono la terra araba….E il fiume Giordano, il fiume Litani, il Wadi Araba e l’acqua della Cisgiordania sono anche essi il loro business ora, oltre alle interferenze con i problemi idrici  della Giordania, della Siria e del Libano, come è ben noto a tutti.

Il sionismo sarà in grado di realizzare il sogno geografico della creazione di uno stato dal Nilo fino all’Eufrate? Ma comunque essi non hanno desistito dalla loro volontà di ottenere i “risultati della sua creazione” anche senza crearlo…Questo risultato  è il controllo della regione e delle sue risorse, dei suoi mercati e delle sue decisioni. E se essi otterranno ciò, potranno controllare l’acqua del Nilo e pure dell’Eufrate…Il Nilo è più vicino, questo è il motivo per il quale essi vogliono il controllo delle sue acque.

Il governo egiziano non costituisce un ostacolo… Sadat promise loro proprio questo.

Gli ostacoli e gli impedimenti sono causati dalla posizione del popolo egiziano, e dalle obiezioni di alcuni stati energici e degli stati dove si trovano le sue sorgenti. Come pure dalla posizione popolare egiziana, che potrebbe essere manipolata dal governo legato agli accordi di Camp David, che costituiscono un’estensione del governo Sadat fin dalla sua famosa visita all’entità sionista. Come pure dall’opposizione degli stati africani, questo è il problema che l’entità sionista dovrà gestire, e per questa ragione la visita di Lieberman ha avuto luogo in Kenya, Etiopia e Uganda.

Prima di esprimerci sulla questione, dobbiamo dare al lettore alcune informazioni:

I paesi legati al Nilo sono l’Etiopia, l’Uganda, il Kenya, il Sudan, l’Eritrea, il Ruanda, la Tanzania, il Congo e l’Egitto, stato estuario, dove il Nilo termina sfociando nel Mediterraneo, dopo aver irrigato il Delta del Nilo e avergli dato vita. Il Nilo è lungo 6.700 chilometri e le sue arterie misurano 3.700 chilometri, e ci sono più di dieci dighe costruite lungo esso e lungo le sue arterie.

Il suo volume supera gli 84 milioni di metri cubi d’acqua all’anno,  la parte dell’Egitto ammonta a 55, e per comprendere la rilevanza di questi numeri noi dobbiamo sapere che l’Egitto riceve l’83% del suo fabbisogno per l’irrigazione….che rappresenta l’80% del suo fabbisogno complessivo (che è soddisfatto da fonti d’acqua sotterranee).

Questo è ciò che è rimasto all’Egitto senza la condivisione con i sionisti, il che significa che non è sufficiente per il fabbisogno dell’Egitto, che è chiamato “Il dono del Nilo”. Gli esperti egiziani calcolano che l’Egitto soffrirà una riduzione d’acqua fino al 2017, dovuta al grande incremento della popolazione, al cambiamento delle condizioni ambientali e al possibile aumento del consumo del Nilo a causa della più elevata popolazione.

L’Egitto ha accordi e convenzioni con i paesi del bacino del Nilo che conferiscono all’Egitto la maggior parte delle sue acque, e in base agli accordi del 1929 l’Egitto ha un diritto di veto su tutti i progetti futuri che investono la parte più alta del Nilo.

Ma per quanto riguarda la nostra regione, è importante conoscere i seguenti punti:

- Il singolo sionista che occupa la nostra terra consuma 15 volte l’acqua che consuma il singolo arabo.

- L’entità sionista ha la grave necessità dell’acqua del Nilo, e il suo presidente Peres ha consigliato di costruire una condotta dall’Egitto fino all’entità sionista di occupazione, in luogo della lontana via dell’acqua turca; anche Hertzl parlò chiaramente della questione nel 1903, cioè molto tempo prima di rubare la Palestina..!

- Il Nilo non costituisce semplicemente una fonte di acqua, ma rappresenta anche un mezzo di pressione ed estorsione che l’entità sionista usa per premere sull’Egitto, dato che il Nilo è il suo elemento più vitale per la sicurezza nazionale. (Più che la famosa cellula di Sami Shebab, che il regime egiziano dichiara essere il leader di Hezbollah, durante la scorsa guerra di Gaza)! Il presidente Al Bashir nel 1994 dichiarò che l’entità sionista si concentra sul Nilo (punta sul Nilo) per esercitare la sua influenza sull’Egitto. Ricordo questo per amor di documentazione, e tutti noi sappiamo quello che il nemico vuole se dicono questo oppure no.

- Il fiume Nilo è la fonte di acqua più vicina al nemico sionista, è solo a poche dozzine di chilometri dalla Striscia di Gaza, ora l’acqua del Nilo dista 40 chilometri da Rafah che è quasi al suo confine.

- Anwar As Sadat promise ai sionisti nel suo discorso del 1979 ad Haifa di dar loro l’acqua del Nilo, e disse che questo è un dono, come un “monumento al primato della pace”, offerto dal popolo egiziano in nome di milioni di musulmani, e dovrà essere come l’acqua Zamzan (che viene da un pozzo presso il compound di Kaaba). Per tutti i credenti!!! As Sadat parlò di un canale di pace che egli avrebbe voluto costruire sotto il canale di Suez per trasferire l’acqua del Nilo nel Sinai e nel deserto del Negev, nel sud della Palestina occupata. Ed egli spedì una lettera a Begin che era all’epoca  il primo ministro dell’entità sionista, promettendogli di farla arrivare fino a Gerusalemme…. Begin rispose dicendo: “Se l’acqua del Nilo vuol dire che dobbiamo rinunciare a Gerusalemme, noi non la vogliamo”….Più di una fonte sionista fece osservazioni sulla presenza della bilarziasi nell’acqua del Nilo; As Sadat replicò: “essi la vogliono, con o senza bilarziasi”.

Esperti del nemico, tra i quali il dottor Alisha Kelly, presentarono studi e mappe per il progetto e suggerirono di dare l’acqua agli arabi lungo la via (Gaza), in modo da costituire una giustificazione perché ciò fosse accettato dal popolo arabo. (Che sarebbe un generoso sacrificio degli occupanti sionisti!!!)

Tutti gli osservatori ed esperti internazionali ed arabi concordano all’unanimità che la visita di Lieberman punta all’Egitto e alle sue relazioni con gli stati dell’alto Nilo, così come sulle acque del Nilo stesso, e quindi la stampa nemica lo ha ammesso. Nessuno ha sottovalutato questo messaggio inequivocabile, ad eccezione del ministro degli esteri del governo egiziano e dei suoi portavoce, che credono nelle buone intenzioni del nemico, soprattutto di Lieberman, che minacciò di bombardare la Diga Alta durante la sua prima settimana nel governo Netanyahu.

L’ambasciatore Muna Omar, vice ministro degli esteri per le questioni africane, ha dichiarato: “L’Egitto non teme nulla da questa visita, perché essa non ha alcuna relazione con la messa in pericolo della quota delle acque del Nilo spettante all’Egitto, e non prevede la realizzazione di qualche progetto o diga sul Nilo in questi stati.” (Poveraccio! Non ha tempo di leggere il giornali).

Muhammad Nasr El Dine, ministro egiziano per le risorse idriche e l’irrigazione, ha dichiarato che la visita di Lieberman non ha alcun affetto sulle relazioni del suo paese con gli altri stati del bacino del Nilo!!

Khaled Othman, ex ambasciatore in Zimbawe, ha affermato: “Qualunque stato ha il diritto di muoversi in qualsiasi regione del mondo.” (Semplice: per fini atletici!)

Io non so se queste persone sono adatte a ricoprire le responsabilità che gravano sulle loro spalle, e se difendere il nemico è un dovere delle loro responsabilità istituzionali.

Ma torniamo alla visita….

La visita del ministro sionista si è limitata ai paesi africani attraversati dal Nilo e dai quali sorgono le sue fonti. Ciò non è proprio una coincidenza!

L’esperto di questioni sioniste del centro di ricerca Al Ahran, dottor Omar Jad, ha detto: “Lieberman mira a istigare i paesi del bacino del Nilo contro l’Egitto.” (ci chiediamo se le persone di Camp David leggono quello che i loro esperti scrivono?!)

Sulla stampa sionista, Haaretz ed altri, leggiamo quanto segue:

1) Lieberman è stato accompagnato da economisti del settore dell’industria e del commercio di armi, dei trasporti aerei, delle navi, dell’energia, delle comunicazioni e dell’agricoltura.

2) Lieberman ha discusso di problemi idrici e di agricoltura con questi paesi.

3) In Etiopia ha discusso, secondo Haaretz, di una possibile assistenza sionista, perché l’Etiopia si affaccia su rotte di navigazione, è rilevante per controllare la Somalia, vista l’influenza di Al Qaida lì, ed ha importanza in merito alle attività iraniane in Africa, e si punta a permettere a militari sionisti di lavorare lì.

Il quotidiano francese Le Figaro ha titolato “La visita di Lieberman in Africa minaccia l’Egitto”.
La carta scoperta “israeliana” progetta di raggiungere le acque del Nilo dopo aver indotto in tentazione gli stati africani con la promessa di ridistribuire le acque del fiume.

Come è risaputo, il nemico sionista non impernia le sue politiche sull’amicizia con i governanti arabi, sui suoi accordi con loro o sulla sincerità nei loro confronti. Gli esempi sono numerosi, è possibile che l’elenco sia soggetto a costanti cambiamenti, ed è possibile che l’arrivo di coloro che rifiutano la presenza sionista si verifichi in qualunque momento; così il nemico lavora su base strategica per garantire la propria continuità, anche se ciò può minacciare la sicurezza di questi governanti.

Il nemico sa che, in tutte le epoche, l’acqua del Nilo è un problema di vita o di morte per l’Egitto.
Il governo di Muhammad Ali Pasha nel XIX secolo elaborò un piano di emergenza per le ingerenze militari contro qualunque stato che avrebbe potuto essere una minaccia per il flusso delle acque del Nilo.
Anche As Sadat, come sappiamo, che promise ai sionisti parte dell’acqua del Nilo, ordinò all’esercito di predisporre un piano di emergenza nel 1979, quando l’Etiopia dichiarò la sua intenzione di costruire una diga per irrigare 90.000 fadans sul bacino del Nilo Blu, e minacciò di distruggere questa diga.

Passeremo ad un rapido esame, attraverso la lettura dei media degli stati visitato da Lieberman, relativamente alle posizioni espresse dagli stati stessi.

- Il primo ministro del Kenya ha detto che l’Egitto fa un buon uso del Nilo per l’irrigazione e l’agricoltura, e che è una vergogna che il Kenya non possa fare come fa l’Egitto, e che il suo paese dovrebbe usare tutte le fonti di acqua a sua disposizione per incrementare la propria produzione. (Quanto detto dal primo ministro del Kenya dovrebbe essere accuratamente letto e analizzato dai funzionari egiziani).

- The Daily Nation, giornale keniota, ha scritto “Lieberman ha firmato con il presidente keniota un accordo fra il Kenia e “Israele” sulla gestione delle fonti di acqua per l’irrigazione e la costruzione”, e ha aggiunto che il Kenya ha la grave necessità di progetti idrici che saranno supportati da “Israele”. (Così l’acqua con il Kenya è una parte della sua visita).

- Paul Kemanzi, giornalista keniota, ha detto: ”E’ vergogna che l’aiuto debba venire da un paese deserto come l’Egitto che usa le acque del Nilo, la cui fonte si trova nel Lago Vittoria, posto tra il Kenya, la Tanzania e l’Uganda”. (E’ un peccato che i governanti arabi non abbiano letto di questa vergogna, di cui il giornalista keniota e il primo ministro hanno scritto e parlato…!!!).

- Il quotidiano ganese Statesman ha scritto che Lieberman ha insistito molto durante il suo giro sul rafforzamento delle relazioni di “Israele” con i paesi africani, in particolare con quelli del bacino del Nilo, che è una questione significativa relativamente al fatto che Tel Aviv abbia un ruolo nel bacino stesso. (Di nuovo l’acqua del Nilo, cari governanti egiziani).

- L’etiopico Jina Times ha detto: “  “Israele” può aiutare gli stati africani a utilizzare le acque del Nilo in cambio di una parte di esso, che pregiudicherà la quota dell’Egitto”. (Ancora l’acqua del Nilo, governanti egiziani….).

Quelli che sono al potere negli stati visitati da Lieberman e la loro stampa esprimono la posizione del governo di Camp David.

Non parlerò della distribuzione delle acque del Nilo fra l’Egitto e gli altri stati del bacino del fiume. Ma mi concentrerò sul fatto che il nemico sionista allunga le mani sulle acque del fiume, il che è l’esecuzione da parte del governo dell’accordo di Camp David, cosa che si sta cercando di nascondere.

Mentre lo stato nemico sta cercando di realizzare la sua strategia, cioè di attingere l’acqua dalla fonte, il vertice dei governanti arabi ansima correndo a fare propaganda sulla stampa del nemico: annunci in ebraico per cercare di persuadere i sionisti ad accettare la prospettiva del vertice arabo …anche se essi soffrono la sete..

Ci sono due aspetti in questo caso: assediare le acque del Nilo in Egitto e Sudan, e assediare l’Egitto per rimpicciolire il suo ruolo e far pressione su di esso e ricevere una quota del Nilo secondo la promessa di As Sadat.

Gli accordi dell’Egitto con gli stati del bacino del Nilo gli assegnano la parte del leone relativamente alle sue acque. Il nemico istiga questi stati contro l’Egitto, così l’Egitto cederà e gli darà l’acqua su cui aveva sempre puntato, perché gli accordi dell’Egitto con questi stati gli danno il diritto di trattare in modo conclusivo e di impedire loro di realizzare progetti senza il suo permesso nel momento in cui era in grado di agire così, ma non più nel momento in cui i suoi governanti lo hanno indebolito e gli stati del bacino hanno ottenuto la loro indipendenza. Se l’Egitto rifiutasse di consegnare l’acqua al nemico, “Israele” inciterà gli stati africani a metterlo sotto pressione e a privarlo degli antichi privilegi ottenuti con quegli accordi….il risultato sarà la sete dell’Egitto.


Quindi o l’Egitto è il canale di pace e di acqua verso il nemico sionista, o un “Israele” forte sia finanziariamente che tecnologicamente istigherà questi stati, e se l’Egitto cede l’acqua del Nilo al nemico sionista e resterà assetato, questa questione resterà una spada eterna a disposizione di “Israele”. La pressione aumenterà ogni volta che l’Egitto rallenterà la consegna dell’acqua. Questo è il modo in cui i “leaders” di Camp David difendono le buone intenzioni di Lieberman, proprio lo stesso Lieberman che ha minacciato di bombardare la Diga Alta, e le sue visite, la cui intenzione è chiudere l’acqua del Nilo perché sfoci nella diga, dopo che egli ha ritirato la sua minaccia di bombardarla.

Se il nemico sionista prenderà l’acqua dopo aver preso il gas dall’Egitto, a cosa serve "L’inizativa di pace" araba?

Per quanto riguarda il Sudan, che ha rilevanza sull’Egitto, fornisco il seguente documento, anche se non è direttamente connesso al soggetto (all’argomento).
In un discorso ufficiale che il ministro della sicurezza sionista Avi Dichter ha tenuto a Tel Aviv il 30 ottobre 2008, egli ha messo l’accento sulla sottigliezza di tenere l’Egitto sotto assedio tramite gli africani. Egli ha aggiunto: “Quando “Israele” ha precisato la sua politica e la sua strategia con il mondo arabo, è cominciata un’esplorazione in divenire, le cui dimensioni e  valutazione finale vanno oltre lo scopo presente e futuro. “Israele” mira al Sudan, perché esso ha uno spessore strategico per l’Egitto; perciò dobbiamo lavorare per indebolire il Sudan, in quanto ciò è un imperativo categorico per sostenere e rafforzare la sicurezza nazionale israeliana.

 

* Ali Hattar: analista politico e poeta; ingegnere di professione. Vive in Giordania ad Hamman.
Fonte: http://palestinethinktank.com/2009/09/22/ali-hattar-israels-thirst-for-the-niles-water

Traduzione e adattamento a cura della Redazione

 

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