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| Ma Ahmadinejad ha ragione: l'Iran della povera gente è con lui |
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| PRIMO FRONTE - Iran |
| Scritto da Massimo Fini |
| Mercoledì 17 Giugno 2009 12:13 |
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Data l’enorme importanza degli avvenimenti in Iran, e considerata la centralità di questo paese nello scacchiere mediorientale, torneremo ad occuparci in maniera approfondita sia del recente esito elettorale che dello scontro che ne è seguito. Intanto pubblichiamo questo articolo di Massimo Fini, una voce fuori dal coro nel desolante panorama della stampa italiana.
di Massimo Fini* Il ministro Bondi, replicando a certe farneticazioni di D’Alema, ha affermato: “Chi ha vinto le elezioni ha il diritto di governare”. Ineccepibile. Ma questo principio non vale a Teheran, dove il presidente uscente Ahmadinejad ha vinto le elezioni con il 62,64% contro il 34,7% del suo principale avversario, il “moderato” Mousavi. I sostenitori di quest’ultimo, affermando che la vittoria di Ahmadinejad è frutto di brogli, non hanno accettato il verdetto delle urne e sono scesi in piazza incendiando automobili, cassonetti, spaccando vetrine, creando posti di blocco. E tutta la stampa occidentale si è schierata al suo fianco. Ha detto Ahmadinejad: “Per gli occidentali le elezioni sono valide quando vincono i loro amici, sono nulle se le vincono i loro avversari”. Purtroppo ha ragione. C’è il precedente del 1991 in Algeria quando le prime elezioni libere dopo trent’anni di una dittatura sanguinaria furono vinte dal Fis (Fronte islamico di salvezza) con il 78% dei voti e subito annullate, con il plauso e le pressioni dell’Occidente, dando così origine alla sanguinosa guerra civile algerina. Caliamo quindi le arie.
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